📚 Gianluca Brancadoro: la nuova lingua del diritto nell’era tecnologica
📖 Lingua, Diritto e nuovi Linguaggi
(riflettendo sul pensiero di Natalino Irti)
🖋️ Pubblicato originariamente su Il Sole 24 Ore – La Domenica, 17 agosto 2025
👨⚖️ Gianluca Brancadoro
Associato di Diritto Commerciale – Avvocato – Vicepresidente Banca MPS
📝 Introduzione
In un recente saggio apparso su Il Sole 24 Ore, il Prof. Avv. Gianluca Brancadoro riflette sulla relazione tra linguaggio e diritto, prendendo spunto dal pensiero di Natalino Irti e dal suo testo “Lingua e diritto uniti dalla cultura”. Il cuore della riflessione è racchiuso in un concetto tanto semplice quanto potente:
“Al di sopra delle parole della legge, si pone la legge delle parole.”
Una formula che sintetizza la forza normativa del linguaggio, tanto nella lingua comune quanto nella lingua del diritto.
🔊 Le parole e il diritto
- ✔ Il linguaggio giuridico, come quello comune, non si limita a descrivere la realtà ma la ordina e la costruisce.
- ✔ Le parole del diritto trasformano i fatti in norme, creando una dimensione condivisa e comprensibile.
Brancadoro osserva che il diritto riconduce gli eventi concreti dentro schemi normativi, conferendo ordine e senso al vivere civile. È un equilibrio sottile tra chiarezza del linguaggio e precisione della norma.
🌐 Tecnologie e nuove frontiere
Lo sviluppo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale apre una nuova frontiera per il linguaggio giuridico.
- ⚖ Nel diritto: la legge è chiamata a disciplinare fenomeni economici e tecnologici un tempo affidati alla prassi.
- 📈 Nella finanza e tra le Big Tech: la parola giuridica si confronta con diagrammi, formule e algoritmi più rapidi e visivi del linguaggio scritto.
- 🧩 Questa trasformazione impone al diritto di tradurre concetti complessi in forme linguistiche ancora ancorate alla parola, ma sempre più vicine al linguaggio dei dati.
🏛 Il limite del linguaggio
➡ Alcuni fenomeni moderni sono difficilmente descrivibili interamente con le parole.
Nel diritto, alcune espressioni possono ridursi in formule o rappresentazioni grafiche, ma non possono sostituire il testo normativo. Nel linguaggio comune, la difficoltà è ancora maggiore, poiché molte attività umane sfuggono alla descrizione linguistica tradizionale.
Brancadoro individua in questa tensione uno dei punti cruciali del diritto contemporaneo: come mantenere la chiarezza della parola in un mondo che comunica sempre più per simboli.
🔎 Conclusione
Il linguaggio giuridico ha una funzione ordinatrice, mentre il linguaggio comune svolge una funzione sociale. Entrambi aspirano alla chiarezza e unicità della parola.
📍 Nelle aree aperte dalle nuove tecnologie assisteremo sempre più a una scollatura tra agire umano e linguaggio, sia comune sia giuridico. Il futuro del diritto, osserva Brancadoro, sarà quello di dialogare con le nuove forme di comunicazione senza smarrire la propria essenza: la parola come regola, conoscenza e libertà.